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Work in progress

Work in progress: pancake!

Siccome oggi è un martedì che pare domenica. E fuori piove che pare novembre, altro che maggio. E siccome questo genere di robe qui mi piacciono una cifra, ecco la preparazione step by step dei pancake.
Ve ne avevo già parlato QUI, oggi li ho rifatti per un brunch-tete-a-tete-Muso-Sweetie e quindi mi sono lanciata in tutti gli scatti che vedete qui sotto.
Il mio povero cellulare, tutto impiastricciato com’è tra farina, buttermilk e burro fuso ringrazia sentitamente. Io, alle solite, mi sono sciallata un sacco e quindi eccovi il work in progress dei pancake ^____^
E siccome mi sono divertita più del lecito e del consentito, vi dico pure che seguiranno nuovi e mirabolanti Work in Progress #sapevatelo
Nel frattempo sono aperte le scommesse su quanto durerà il mio povero IPhonno prima di diventare – anche lui – un ingrediente della prossima ricetta!

Cliccate sulla prima foto e via di gallery!

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Qualche idea in più:

Cake e plumcake

Della Devil’s Food Cake e della prima candelina di Sweetie’s Home!

Ormai sono certa di non essere stata omologata per ricordarmi i compleanni, gli anniversari e le ricorrenze. Praticamente un uomo. In compenso il Muso si ricorda ogni cosa (praticamente una donna? :-O) ma è qui che si vede l’affinità delle anime che si compensano, non vi pare? ^___^
Sorprende quindi che sia qui a festeggiare, in perfetto orario, il compleanno di Sweetie’s Home. E infatti – a voler fare gli onesti a tutti i costi -  sono qui per caso. Tutto merito di Giulietta che ha festeggiato il suo blog pochi giorni fa e che ha aperto un giveaway chiedendo quale fosse stato il post d’apertura dei nostri blog.
Spulcio i post ed ecco la rivelazione: “Ma dai! tra una settimana il mio blog compie gli anni!”  E quindi, visto che me ne sono accorta per tempo, eccomi qui a spegnere le candeline sulla torta più libidinosa che mente umana possa concepire, la Devil’s Food Cake.

 

Prendete più strati di soffice torta al cacao, farciteli e ricopriteli con una deliziosa ganache al cioccolato fondente e otterrete la Devil’s Food Cake. Questo peccato capitale a forma di torta (mica per niente si chiama torta del diavolo) si è diffusa negli Stati Uniti fin dai primi anni del ’900. La versione originale prevedeva una torta di un forte colore rosso (ottenuto con del colorante), ricoperta da una cremosa glassa bianca. Per evitare un uso eccessivo di coloranti (salutisti questi americani!) hanno pensato di creare la versione della Devil’s Food Cake tutta al cacao e cioccolato che, con alcune variazioni, è oggi una delle ricette più popolari del Nord America.
Come mio solito ho fatto un pò di ricerche sul www e alla fine ho deciso di sposare la versione di Nigella (una garanzia!).
Ecco quindi la torta di compleanno più goduriosa del mondo con tanto di candelina rosso-fuoco-che-fa-tanto-devil: ora ditemi, non è un amore? ^____^

INGREDIENTI
Per la base:
50 gr di cacao in polvere setacciato
100 gr di zucchero muscovado (*)
250 ml di acqua bollente
125 gr di burro
150 gr di zucchero semolato
225 gr di farina
½ cucchiaino di lievito
½ cucchiaino di bicarbonato
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
2 uova a temperatura ambiente

Per il frosting
125 ml di acqua
30 gr di zucchero muscovado (*)
175 gr di burro a pezzetti
300 gr di cioccolato fondente tritato finemente (io ho usato un fondente 50% della Novi, il 72% mi sembrava troppo)

La ricetta originale prevedeva 2 teglie da 20 cm, io ho fatto 3 piani da 16 cm

(*) Lo zucchero muscovado è un tipo di zucchero scuro (di canna) non raffinato, con un forte sapore di melassa. Conosciuto anche come “zucchero delle Barbados” o “zucchero umido”, lo zucchero muscovado è molto scuro e leggermente più granuloso e appiccicoso rispetto alla maggioranza degli zuccheri di canna. Il muscovado eredita il suo sapore e il suo colore dal prodotto da cui deriva, il succo di canna da zucchero. Offre buona resistenza alle alte temperature e ha una durata di conservazione ragionevolmente lunga. È usato comunemente in varie ricette e per fare il rum.

Preparazione della base
Mettete il cacao e lo zucchero muscovado in una ciotola e versateci sopra l’acqua bollente. Mescolate bene per fare amalgamare il tutto e mettete da parte. In un’altra ciotola mescolate gli ingredienti secchi, vale a dire la farina, il lievito e il bicarbonato.
Terza ciotola (qui non si bada a spese ^____^): mescolate il burro e lo zucchero insieme fino a formare una crema soffice e chiara e poi aggiungete l’estratto di vaniglia. Aggiungete un uovo, una parte del composto di ingredienti secchi e mescolate bene. Aggiungete il secondo uovo e sempre mescolando aggiungete il resto del composto di ingredienti secchi. Terminate aggiungendo il composto di cacao, zucchero muscovado e acqua bollente e amalgamate bene il tutto.

Scaldate il forno a 180° e cuocete per circa 30 minuti. La ricetta originale diceva di dividere l’impasto  in due teglie ben imburrate da 20 cm. Nel mio caso ho diviso il composto in tre parti; ho infornato la prima coppia di teglie da 16 cm e poi la terza (i tempi di cottura sono rimasti gli stessi della ricetta originale). Una volta preparate le basi, potete dedicarvi al frosting.


Preparazione del frosting
Mettete sul fuoco una pentola con l’acqua, lo zucchero muscovado ed il burro a pezzetti e portate a ebollizione. Quando inizia a bollire togliete dal fuoco e aggiungete in un colpo solo tutto il cioccolato tritato finemente. Lasciate che il cioccolato si sciolga lentamente e mescolate il composto ogni tanto. Il composto impiegherà diverse ore per diventare denso. Io l’ho preparato a metà pomeriggio e ho assemblato la torta dopo cena. Ho letto che è possibile velocizzare il procedimento mettendo il frosting qualche minuto in frigo, ma fatelo sempre quando è già freddo e controllatelo spesso, mescolandolo regolarmente.
Una volta che il frosting ha raggiunto la giusta consistenza potete assemblare la torta. Usate metà del composto per farcire la torta e l’altra metà per coprirla. In buona sostanza – questa parte è troppo divertente! – mettete il primo strato di torta, spalmate il frosting, poi un altro strato di torta, poi ancora il frosting e infine chiudete con l’ultimo strato di torta che vi è rimasto. A questo punto con l’aiuto di una spatola coprite l’intera torta con il frosting rimasto cercando di cacciare indietro i sensi di colpa per la quantità di burro e cioccolato che state lavorando. Pensate solo che sarà una delle cose più libidinose che vi capiterà di mangiare nella vostra vita!
Mettete la torta in frigorifero in modo che la glassa si solidifichi per bene, io l’ho lasciata in frigo tutta notte e l’ho mangiata il giorno dopo, credo però che possa essere pronta nel giro di qualche ora. Alla fine assumerà la consistenza di un panetto di burro, allo straordinario gusto di cioccolato! ^____^

E per finire un ricordo dall’ultimo viaggio newyorkese: ecco la Devil’s Food Cake di Magnolia Bakery
(401 Bleecker St, New York, NY 10014 http://www.magnoliabakery.com/)

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Qualche idea in più:

Brunch e dintorni

Buon Pancake Day!

Se siete negli Stati Uniti e vi imbattete in gruppetti più o meno numerosi che corrono per la strada con una padella in mano, cercando di far girare una frittella per almeno tre volte, non vi siete fumati l’impossibile: siete capitati nel bel mezzo dei festeggiamenti per il “Pancake Day”, la versione anglosassone del nostro martedì grasso.
Negli Stati Uniti in particolare, è una festa molto sentita, ci sono vere e proprie competizioni nelle scuole e nei villaggi. Scopo del gioco è quello di correre con una padella al cui interno si trova una frittella fredda, riuscendo a farla girare almeno tre volte durante il tragitto compreso tra la partenza e l’arrivo.
Sembra che questa tradizione risalga al XV secolo quando una donna, che stava preparando i pancake per la festa del martedì grasso, si accorse troppo tardi che le campane della chiesa stavano già suonando per la confessione. Per non perdere tempo, armata di buona volontà, finì di preparare i suoi pancake lungo la strada, di corsa con il grembiule ancora indossato.
Quale occasione migliore quindi per raccontarvi tutto quello che so sui pancake?

Dicesi pancake un piatto tradizionale dell’America Settentrionale servito durante la prima colazione, una sorta di crêpe spessa circa 12-20 mm che può essere preparata in diverse varianti. I pancake possono essere fatti con il latte, lo yogurt, la ricotta, ma in assoluto, la versione più libidinosa – questo a detta di molti eh, mica lo dico solo io – è quella che prevede l’utilizzo del buttermilk.
Ecco, il buttermilk = latticello è l’ingrediente magico.
Ma cos’è il latticello? Ingrediente degno di nota, molto utilizzato nei dolci americani, oggigiorno viene prodotto aggiungendo al latte batteri che fanno fermentare il lattosio. Aggiunge sapore, ma non solo. Per la sua acidità aiuta i lieviti ad agire, reagisce con il bicarbonato di sodio e offre quella sofficiosa leggerezza che il latte, lo yogurt o la ricotta non consentono di ottenere. Ammorbidisce il glutine nell’impasto donando una consistenza più soffice a torte, pane, biscotti e per l’appunto pancakes. Vi ho convinti? ^___^
Qui da noi lo potete trovare in alcuni negozi specializzati o supermarket internazionali (Superpolo, NaturaSi, Lidl, Todis or Eurospin)
Se non avete a portata di mano uno “spacciatore” ufficiale, potete provare a farlo in casa. Vi riporto qualche suggerimento che ho trovato in rete per produrre un latticello fai da te, non è testato, se però vi cimentate fatemi sapere!
Mescolate insieme yogurt magro e latte scremato in parti uguali aggiungendo un po’ di succo di limone. Lasciate riposare a temperatura ambiente da 5 a 15 minuti prima dell’uso ed ecco il vostro latticello (es. 250g di latte + 250 g di yogurt + 1 cucchiaino di succo di limone). In alternativa (questa è più complicata) potete montare della panna fresca tanto da farla “impazzire”. In meno di 10 minuti il burro si separa dalla sua parte liquida e si ottiene quindi il latticello (ad es. con una confezione di panna fresca da 250ml si ottengono circa 90 gr. di burro e 125 ml di latticello).

INGREDIENTI
135 gr farina
2 cucchiaini di zucchero
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1/4 cucchiaino di bicarbonato di sodio
250 gr latticello
1 uovo
35 gr burro fuso
sciroppo d’acero q.b.

Funziona come per i muffin: prendete due ciotole abbastanza capienti e mescolate gli ingredienti secchi da una parte e gli ingredienti liquidi dall’altra. In una ciotola unite la farina, il sale, lo zucchero, il lievito ed il bicarbonato di sodio. Nell’altra sbattete insieme il latticello, il burro fuso e l’uovo, senza lavorarli troppo. Niente mixer, è sufficiente una frusta o un cucchiaio di legno.
Aggiungete circa la metà della miscela di farina nella ciotola dei liquidi e mescolate. Aggiungete il resto della farina e sbattete insieme il necessario per amalgamare il composto. Se possibile, lasciate riposare la pastella per qualche minuto prima di cuocere i pancake per consentire al bicarbonato di sodio e al lievito di svolgere la loro magia.
L’impasto finale dovrà essere piuttosto corposo e spesso. Una volta versato sulla padella non dovrà distribuirsi troppo o colare eccessivamente. Se dovesse sembrarvi troppo liquido (questo dipende dalla consistenza del latticello) aggiungete un po’ di farina.
Per cuocere i pancake usate una padella antiaderente su cui avrete distribuito un filo d’olio. Fate scaldare la padella lentamente, provate la temperatura versando un cucchiaino di impasto, e poi via di cottura!
Girate la pastella quando i bordi si sono asciugati e al centro si sono formate delle piccole bolle (2/3 minuti) e cuocete per altri 2 minuti dall’altro lato.
Secondo tradizione, io servo i pancake appoggiandoli uno sopra l’altro e bagnandoli con lo sciroppo d’acero. Sono buonissimi anche con la frutta: fragole, banane, mirtilli, divertitevi e fate esperimenti! Se proprio proprio proprio non vi piace lo sciroppo d’acero (?!?!?!?!?!?) spolverizzateli con dello zucchero a velo. Pleeeeeeeeeeease non mangiate i pancake con la nutella, pleeeeeeeeease.
Vabbè, fate come vi pare :-P

Per chiudere in bellezza vi riporto quello che vi avevo raccontato qui, su un’indimenticabile colazione newyorkese!

Sarabeth’s
423 Amsterdam Avenue (80th Street) New York, NY 10024

Ecco un locale perfetto per gustarsi una “colazione all’americana” o un brunch di quelli seri. Noi ci siamo passati per il breakfast e abbiamo ordinato i “Buttermilk Pancakes with Fresh Strawberries” e un succo di frutta home-made (sul menù era battezzato il “Four Flower Juice: a special blend of orange, fresh pineapple, banan and pomegranate juice”). Con questa roba qui siamo arrivati fino a cena ^___^


 

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