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Cake e plumcake

Della Devil’s Food Cake e della prima candelina di Sweetie’s Home!

Ormai sono certa di non essere stata omologata per ricordarmi i compleanni, gli anniversari e le ricorrenze. Praticamente un uomo. In compenso il Muso si ricorda ogni cosa (praticamente una donna? :-O) ma è qui che si vede l’affinità delle anime che si compensano, non vi pare? ^___^
Sorprende quindi che sia qui a festeggiare, in perfetto orario, il compleanno di Sweetie’s Home. E infatti – a voler fare gli onesti a tutti i costi -  sono qui per caso. Tutto merito di Giulietta che ha festeggiato il suo blog pochi giorni fa e che ha aperto un giveaway chiedendo quale fosse stato il post d’apertura dei nostri blog.
Spulcio i post ed ecco la rivelazione: “Ma dai! tra una settimana il mio blog compie gli anni!”  E quindi, visto che me ne sono accorta per tempo, eccomi qui a spegnere le candeline sulla torta più libidinosa che mente umana possa concepire, la Devil’s Food Cake.

 

Prendete più strati di soffice torta al cacao, farciteli e ricopriteli con una deliziosa ganache al cioccolato fondente e otterrete la Devil’s Food Cake. Questo peccato capitale a forma di torta (mica per niente si chiama torta del diavolo) si è diffusa negli Stati Uniti fin dai primi anni del ’900. La versione originale prevedeva una torta di un forte colore rosso (ottenuto con del colorante), ricoperta da una cremosa glassa bianca. Per evitare un uso eccessivo di coloranti (salutisti questi americani!) hanno pensato di creare la versione della Devil’s Food Cake tutta al cacao e cioccolato che, con alcune variazioni, è oggi una delle ricette più popolari del Nord America.
Come mio solito ho fatto un pò di ricerche sul www e alla fine ho deciso di sposare la versione di Nigella (una garanzia!).
Ecco quindi la torta di compleanno più goduriosa del mondo con tanto di candelina rosso-fuoco-che-fa-tanto-devil: ora ditemi, non è un amore? ^____^

INGREDIENTI
Per la base:
50 gr di cacao in polvere setacciato
100 gr di zucchero muscovado (*)
250 ml di acqua bollente
125 gr di burro
150 gr di zucchero semolato
225 gr di farina
½ cucchiaino di lievito
½ cucchiaino di bicarbonato
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
2 uova a temperatura ambiente

Per il frosting
125 ml di acqua
30 gr di zucchero muscovado (*)
175 gr di burro a pezzetti
300 gr di cioccolato fondente tritato finemente (io ho usato un fondente 50% della Novi, il 72% mi sembrava troppo)

La ricetta originale prevedeva 2 teglie da 20 cm, io ho fatto 3 piani da 16 cm

(*) Lo zucchero muscovado è un tipo di zucchero scuro (di canna) non raffinato, con un forte sapore di melassa. Conosciuto anche come “zucchero delle Barbados” o “zucchero umido”, lo zucchero muscovado è molto scuro e leggermente più granuloso e appiccicoso rispetto alla maggioranza degli zuccheri di canna. Il muscovado eredita il suo sapore e il suo colore dal prodotto da cui deriva, il succo di canna da zucchero. Offre buona resistenza alle alte temperature e ha una durata di conservazione ragionevolmente lunga. È usato comunemente in varie ricette e per fare il rum.

Preparazione della base
Mettete il cacao e lo zucchero muscovado in una ciotola e versateci sopra l’acqua bollente. Mescolate bene per fare amalgamare il tutto e mettete da parte. In un’altra ciotola mescolate gli ingredienti secchi, vale a dire la farina, il lievito e il bicarbonato.
Terza ciotola (qui non si bada a spese ^____^): mescolate il burro e lo zucchero insieme fino a formare una crema soffice e chiara e poi aggiungete l’estratto di vaniglia. Aggiungete un uovo, una parte del composto di ingredienti secchi e mescolate bene. Aggiungete il secondo uovo e sempre mescolando aggiungete il resto del composto di ingredienti secchi. Terminate aggiungendo il composto di cacao, zucchero muscovado e acqua bollente e amalgamate bene il tutto.

Scaldate il forno a 180° e cuocete per circa 30 minuti. La ricetta originale diceva di dividere l’impasto  in due teglie ben imburrate da 20 cm. Nel mio caso ho diviso il composto in tre parti; ho infornato la prima coppia di teglie da 16 cm e poi la terza (i tempi di cottura sono rimasti gli stessi della ricetta originale). Una volta preparate le basi, potete dedicarvi al frosting.


Preparazione del frosting
Mettete sul fuoco una pentola con l’acqua, lo zucchero muscovado ed il burro a pezzetti e portate a ebollizione. Quando inizia a bollire togliete dal fuoco e aggiungete in un colpo solo tutto il cioccolato tritato finemente. Lasciate che il cioccolato si sciolga lentamente e mescolate il composto ogni tanto. Il composto impiegherà diverse ore per diventare denso. Io l’ho preparato a metà pomeriggio e ho assemblato la torta dopo cena. Ho letto che è possibile velocizzare il procedimento mettendo il frosting qualche minuto in frigo, ma fatelo sempre quando è già freddo e controllatelo spesso, mescolandolo regolarmente.
Una volta che il frosting ha raggiunto la giusta consistenza potete assemblare la torta. Usate metà del composto per farcire la torta e l’altra metà per coprirla. In buona sostanza – questa parte è troppo divertente! – mettete il primo strato di torta, spalmate il frosting, poi un altro strato di torta, poi ancora il frosting e infine chiudete con l’ultimo strato di torta che vi è rimasto. A questo punto con l’aiuto di una spatola coprite l’intera torta con il frosting rimasto cercando di cacciare indietro i sensi di colpa per la quantità di burro e cioccolato che state lavorando. Pensate solo che sarà una delle cose più libidinose che vi capiterà di mangiare nella vostra vita!
Mettete la torta in frigorifero in modo che la glassa si solidifichi per bene, io l’ho lasciata in frigo tutta notte e l’ho mangiata il giorno dopo, credo però che possa essere pronta nel giro di qualche ora. Alla fine assumerà la consistenza di un panetto di burro, allo straordinario gusto di cioccolato! ^____^

E per finire un ricordo dall’ultimo viaggio newyorkese: ecco la Devil’s Food Cake di Magnolia Bakery
(401 Bleecker St, New York, NY 10014 http://www.magnoliabakery.com/)

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Qualche idea in più:

RicetteShopping

Popover, ve li ricordate? ^___^

Ora, tutto il mondo o quasi sa della passione che Sweetie nutre verso i Popover. Ne ho parlato per la prima volta qui, quando il destino ci ha fatto incontrare, e poi di recente qui, quando ho raccontato del viaggio a NY e della cena al Popover Cafè.
Secondo voi, potevo venire via dalla Grande Mela, senza la teglia fatta-finita-pensata per preparare i popover?
Ebbene si, esiste la Popover Pan che non è solo un nice-to-have-fa-figo-la-voglio. Fa svettare i popover ad altezze mai viste: apri il forno e proprio non stai più nella pelle!
Ma li vedete? ^___^
Tutto questo grazie alla mitica Popover Pan che è stata geneticamente modificata per entrare nel mio forno.
Già.
Immaginate la scena. Torno da New York, riesco a non farmi sequestrare le teglie in dogana, arrivo a casa, apro il forno, faccio per infilare la teglia e…. NON CI ENTRA!!!!
Esatto.
Panico.
Sclero.
Tutte quelle robe che mi fanno dire che quell’uomo là, che mi tiene e mi ha pure sposato, mi ama sul serio. A questo punto l’idea: affidare la teglia alla mia fidatissima testimone wedding che ha contatti con i taglia-ferro della Brianza.
Avete capito bene: mi sono fatta tagliare la teglia a misura del mio formo.
Ma ora ditemi: non ne è valsa la pena??? Eh? Eh? Eh? ^____^
(Perdonate gli scatti un pò così, sono rubati con l’Iphone… alla prossima infornata cercherò di resistere (?!?!?!?) quei due minuti necessari per fare due foto serie!)

E qui sotto ecco la teglia in tutta la sua bellezza:

Consigli per gli acquisti: se proprio non sapete resistere, e non avete in programma un viaggio negli States a breve, questi ve la spediscono a casa… basta un click

E per finire riecco la ricetta che avevo postato ai tempi: se esiste un Signor Popover, sappia che voglio la percentuale!

INGREDIENTI per 12 popover (*)

Farina 140 gr
Latte tiepido 250 ml
Uova 2 (a temperatura ambiente)
Sale q.b. (1 cucchiaino)
(*) con queste dosi a me ne vengono 10, però cicciosi da spettacolo! :-)

Riscaldate il latte in modo che sia tiepido. Aggiungete le uova sbattutate e poi unite la farina e il sale sbattendo con la frusta. Versate negli stampi da muffin imburrati nella mitica Popover Pan, riempiendo ogni stampo per 3/4. La ricetta dice di infornare a 180° per 25 minuti, con il mio forno vado a 200° per 30 minuti. Toglieteli subito dagli stampini e serviteli caldi con tutte le bontà  che vi vengono in mente!

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Qualche idea in più:

Viaggi

Appunti sparsi e qualche scatto qua e là #cosa si mangia a New York?

Siamo o non siamo in un food-blog?
E quindi, eccomi qui, con un discreto carico di nostalgia, a tentare di raccontarvi per immagini alcune delle esperienze culinarie-gastronomiche che abbiamo vissuto nella mela mozzicata ^___^
Se qualcuno mi chiede: “Ma cosa si mangia a New York?”, la risposta è : ”Di tutto!”
Si trova davvero qualsiasi tipo di cucina e si passa dal food più sano e salutista alle porcherie che l’immaginazione di un povero tapino italiano, cresciuto a dieta mediterranea, non arriva a concepire nemmeno durante gli incubi più terrificanti generati dall’abbuffata del pranzo di natale.
Durante il nostro girovagare ci siamo spesso affidati ad una guida che sembra essere molto diffusa negli Stati Uniti, e che a New York trovate ovunque ed è la Zagat (www.zagat.com) Ve la consiglio, è ben fatta e comodissima da consultare perchè divide i locali per quartieri e per tipo di cucina: ci trovi dal locale di lusso che ti serve un mutuo per pagare il conto al locale che ti ricorda i telefilm visti e rivisti in TV, dove puoi fermarti per il breakfast o il brunch. Consigliatissima!

Ecco una breve carrellata su qualche ristorante

Popover Cafè
551 Amsterdam Ave. (bet. 86th & 87th Sts.) Manhattan, 10024 NY www.popovercafe.com

La caratteristica del locale sta tutta nel nome: ogni piatto viene accompagnato da un popover, ricetta (che trovate QUI) in cui mi ero imbattuta per puro caso diverso tempo fa, ben prima di scoprire l’esistenza di questo posto. Secondo voi, messo piede in terra newyorkese, potevo esimermi del far visita al popover nel suo habitat naturale? Certo che no!
Nota a piè di pagina 1: i popover che servono sono enormi e vengono accompagnati da uno spettacolare burro alla fragola che va assolutamente replicato.
Nota a piè di pagina 2: non ho resistito alla tentazione e mi sono comprata la teglia da popover. Troppo larga per passare nel mio stupidissimo finto forno che in realtà è un microonde è stata affidata alle sapienti mani del signor-taglia-ferro che l’ha limata il giusto. Come si dice su twitter #soncose

The Meatball Shop
84 Stanton Street, New York City www.themeatballshop.com/

Se siete a New York e vi coglie un irrefrenabile desiderio di polpette, questo è il posto giusto! Entrate e dopo aver guadagnato un tavolo una ragazza simpatica assai vi da in mano il menù e vi spiega come usarlo. Il menù è plastificato e su ogni tavolo ci sono i pennarelli: leggi, scegli e metti le crocette su cosa vuoi. Quale carne preferisci? Con quale condimento? Vuoi un contorno? Sotto le polpette o a parte? M_I_T_I_C_I! Se poi volete un dolce potete comporre il vostro biscotto gelato preferito! E che ci vorrà mai? Scegli il tipo di biscotto, il gusto gelato che vuoi piazzarci in mezzo e voilà, il gioco è fatto! Ah, le polpette erano buonissime ^____^

Carnegie Deli
854 Seventh Avenue, at 55th Street, 10019 NY

Fondato nel 1937, questo locale è una specie di istituzione ed è conosciuto a livello mondo per il pastrami. Ho cercato “pastrami” sul www e ho trovato questa descrizione che secondo me calza a pennello: “un panino farcito all’inverosimile con deliziosa carne di manzo”. Si tratta di carne di manzo messa in salamoia e parzialmente essiccata, e poi ricoperta di numerose spezie ed aromi come aglio, coriandolo, pepe nero, paprika, chiodi di garofano, pepe della Jamaica e semi di senape. La carne viene affumicata e cotta al vapore e poi tagliata in fette sottili utilizzate per imbottire un gustosissimo panino che sfida le leggi della gravità per quanto si sviluppa in altezza (foto di sinistra).
Nel caso, ricordate che una porzione di pastrami servita qui sfama tranquillamente due terrestri.
Nota e piè di pagina: propongono anche degli hamburger di tacchino di cui allego foto. Quando l’ho visto volevo morire, dopo che l’ho assaggiato sapevo per certo che sarei morta contenta O_o

Sarabeth’s
423 Amsterdam Avenue (80th Street) New York, NY 10024

Ecco un locale perfetto per gustarsi una “colazione all’americana” o un brunch di quelli seri. Noi ci siamo passati per il breakfast e abbiamo ordinato i “Buttermilk Pancakes with Fresh Strawberries” e un succo di frutta home-made (sul menù era battezzato il “Four Flower Juice: a special blend of orange, fresh pineapple, banan and pomegranate juice“). Con questa roba qui siamo arrivati fino a cena ^___^

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Good enough to eat

483 Amsterdam Av (at 83rd Street) New York, NY 10024 http://www.goodenoughtoeat.com/

Ci abbiamo cenato una sera ed è stato delizioso. Locale e cucina di quelle che “riscaldano e sanno di casa” anche se casa sta dall’altra parte del mondo :-)
Abbiamo gustato (cito dal loro menù) il “MEATLOAF DINNER, served with a side of gravy, mashed potatoes, and peas & carrots with fresh dill butter
Slurp!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gray’s Papaya
2090 Broadway New York, NY

Pare sia il miglior hot-dog della Grande Mela. Non ho pietre di paragone, buono era buono! :-)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E adesso qualche indirizzo per fare la spesa o spizzicare qualcosa di buono tra il pranzo e la cena

Magnolia Bakery
401 Bleecker St, New York, NY 10014 http://www.magnoliabakery.com/

I migliori cupcakes che abbia mai mangiato.
Li avevo provati qui da noi e avevo deciso che non erano roba per me.
Li ho provati a New York e ho scoperto che eravamo fatti l’uno per l’altro. Cupcake I love you!
Nota a piè di pagina: la goduria della crema burrosa che viene utilizzata per decorarli è inspiegabile e va al di là dell’umana immaginazione. A breve tenterò la produzione casalinga e giuro che davanti alla ricetta non dirò: “Ma è proprio necessario tutto questo burro?”

Eileen’s Special Cheesecake
17 Cleveland Place, New York, 10012 NY http://www.eileenscheesecake.com/

Volevamo mangiare una cheesecake di quelle consigliate. Abbiamo sperimentato questa, buona il giusto per chiedere il bis, cara quanto basta per essere a New York :-) Nota a piè di pagina: posso dire di andare fiera della mia cheesecake casalinga!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eataly

200 Fifth ave, New York, NY

Qui apriamo una parentesi tutta tricolore. Nel bel mezzo di Manhattan, all’incrocio tra la Broadway e la Quinta Strada c’è Eataly, un concentrato di Italia che rende fieri ed orgogliosi di essere italiani. All’interno dello store, tolti i prodotti a brevissima scadenza (latte, uova, e robe così) non c’è un prodotto uno che non sia italiano e che non sia presente sugli scaffali di casa nostra. Vedi i newyorkesi con la passata Mutti e i fusilli di Gragnano che si interrogano sui tempi di cottura e sulla modalità di preparazione. Non c’è niente che non sia come deve essere, niente che strizzi l’occhio all’acquirente americano per “farlo sentire a proprio agio”. C’è invece il gusto di essere fieri di una tradizione e di una cultura straordinari e la volontà di farli conoscere per quelli che sono. Bravi!

Mercato ortofrutticolo di Union Square

Union Square, East 17th St e Broadway

Bellissimo mercato di frutta e verdura, ma non solo, che raccoglie la produzione dei coltivatori diretti; qui le cooperative agricole non sono permesse, c’è spazio solo per i contadini con le loro patate, le loro carote, le loro uova e così via.
E’ aperto lunedì, mercoledì,venerdì e sabato, dalle 8 alle 18, se passate da quelle parti… ^___^

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco invece qualche scatto preso qua e là nei supermercati, avrei potuto passarci le ore!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bagel che non ne avete idea da H&H Bagels :D

Qualche prelibatezza delle loro…

Ecco, direi che l’operazione nostalgia può dirsi conclusa. Io sto ancora soffrendo della sindrome “fateme-turnà” e questa non è una novità. C’è mica qualcuno che vuole unirsi alla prossima carovana in partenza? ^____^

 

Qualche idea in più: