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Scones

Scones (011b)

Continuo a mettere insieme farina e Londra. Burro e Londra. Zucchero e Londra. Per caso ho detto Londra? Giuro che adesso la smetto. Forse.

Dovevano essere gli scones più scones che si fossero mai visti, finchè non li ho messi in forno. Cinque minuti cinque ed era chiaro che non sarebbero stati gli scones che avevo in mente io.

Io che sono capace di abbandonare un quaderno se la prima pagina non è scritta come dico io – non chiedete – di fronte a questi scones un pò troppo stropicciati ero già pronta all’archiviazione.

Come sono arrivati fin qui? Ci ho fatto colazione. Un giorno e quello dopo ancora. Certo, restavano più larghi che alti, ma impiastricciati di marmellata ai lamponi erano una favola. Ho azzardato perfino un taglio a fette. Li ho tagliati come fossero un panino e li ho farciti con il gelato. Una libidine.

E quindi ho deciso di raccontarveli comunque, davanti alle foto di Marylebone, lasciando briciole sul prato verde di Regent’s Park, respirando quella Londra aristocratica ed elegante che si siede nel salotto buono.

Regent's Park

Marylebone è un quartiere raccolto, fatto di palazzi in pietra bianca e mattoni rossi, dove hai idea che tutti possano conoscere tutti.

Si lascia Regent’s Park sulla destra, si percorre Marylebone Road fino ad imboccare Marylebone High Street e subito lo sguardo sfugge. Corre veloce verso i primi palazzi che si scorgono poco più avanti e curioso, vuole scoprire cosa viene dopo.

Subito si incrociano le vetrine di The Conran Shop che se si è portati per il genere, tocca cedere alla tentazione e sposare la causa del “lasciate ogni speranza voi che entrate”

conran Shop - Marylebone

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Sono quella che si innamora dei posti che si lasciano fare. Quelli in cui ti fermi, scrivi sulla moleskine la strada che hai fatto fin li, mangi la granola più buona del mondo e ascolti musica.

Poi ci sono anche le viste da cartolina. C’è il Big Ben che scendendo per Whitehall te lo trovi a sinistra appena svolti l’angolo e ti brillano gli occhi, c’è Van Gogh che ti resta incollato, St. Paul’s e il Tower Bridge, ma nel ricordo di una manciata di parole scritte su un foglio a quadretti, seduta a un tavolo di legno spesso, può esserci qualcosa di più [prezioso].

Vivere come volare, ci si può riuscire soltanto poggiando su cose leggere.

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2-6 Moxon Street, prendete nota. Ci trovate La Fromagerie, buona per fare colazione, buona per uno spuntino, buona per pranzare o semplicemente per restare imbambolati davanti alla porta di vetro della loro CheeseRoom.

A questo mondo esiste una CheeseRoom. Giuro che è vero, potessi non mangiare più biscotti al cioccolato se racconto storie.

La Fromagerie - Marylebone

Se almeno una volta nella vita, avete pensato di vi siete messi davanti ad una cartina, avete chiuso gli occhi, puntato il dito alla cieca e detto “vado qui” non potete non fare una visita da Daunt Books.

Salite le scale di legno e perdetevi negli scaffali che ti mettono il mondo a portata di mano. In una delle librerie più fascinose che io abbia mai visto, potete trovare tutte le cartine del mondo. Ma proprio tutte.

Daunt Books - Marylebone

Marylebone

E quindi, con la testa che ancora pensa a quei mattoni rossi, alla granola e agli scaffali che raccontano viaggi, ecco la ricetta di questi scones.

Non sempre le cose vanno come devono andare, questo è certo.

Ti possono capitare degli scones che non hanno la faccia da scones, ma puoi sempre farcirli con del gelato e vivere felice. Parola di giovane marmotta.

Ecco qualche link, buono per gironzolare in Marylebone:

5.0 from 4 reviews
Scones
Autore: 
Porzioni: 4 scones da 8 cm
 
Cosa vi serve
  • 65 gr di burro freddo
  • 240 gr di farina
  • 1 cucchiaio (tbsp) di lievito
  • un pizzico di sale
  • 45 gr di zucchero
  • 1 uovo
  • 50 ml di latte
Mettiamoci al lavoro
  1. In una ciotola mescolate la farina, il sale ed il lievito.
  2. Aggiungete il burro freddo a cubetti e lavorate gli ingredienti velocemente, con la punta delle dita, fino ad ottenere un composto bricioloso.
  3. Unite lo zucchero.
  4. Sbattete l'uovo e il latte e aggiungeteli all'impasto di farina, lavorando il composto per lo stretto necessario.
  5. Spostate l'impasto su un tavolo di lavoro infarinato e con il mattarello, anch'esso infarinato, formate un quadrato alto 3 o 4 cm.
  6. Ricavate 4 dischi da 8 cm circa, tagliate l'impasto con un movimento veloce e secco, questo a favore della crescita degli scones in forno. Se preferite ricavate degli scones più piccoli (mantenete sempre l'altezza però)
  7. Trasferite su una teglia coperta da carta forno e fate cuocere in forno già caldo a 170 gradi per 20 minuti circa
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Qualche idea in più:

Biscotti

Scones al cioccolato bianco

Scones al cioccolato bianco

Di come le cose succedono per caso.

Che senza pensarci chiedi “mi consigli tre film?” e un attimo dopo ti ritrovi tra le mani una sequenza di immagini, una manciata di note e un tot di parole che ti domandi dove si fossero nascoste fino a quel momento.

Proprio quello che vorresti dirti. Proprio quello che vorresti sentirti dire, metti caso ti trovassi a corto di fiato.

Ecco quindi il mio consiglio: fermatevi un momento, alzate il volume, cliccate su play e ascoltate.

Ho conosciuto Miu proprio mentre stavo ingarbugliata in tutto questo e quando mi ha invitato nel suo Cafè Littéraire, stavo così ingarbugliata in questo film e in questa canzone che proprio non potevo non parlare di.

Il film – Harold & Maude – è una carezza.

E’ la storia di Harold, che ci sono tanti modi per morire, ma per sentirsi vivi può bastare fare le capriole in un prato. E’ la storia di Maude, che non crede nelle patenti, colleziona odorifici che sanno di nevicata sulla 42° strada e vuole trasformarsi in un girasole.

E’ la storia da dedicare a tutti coloro che vogliono essere una margherita, tra mille margherite, ma per il motivo sbagliato.

Maude: “Io mi vorrei trasformare in un girasole più che in ogni altra cosa: sono così alti e così semplici… Tu che fiore vorresti essere?”
Harold: “Non lo so. Una di queste margherite, per esempio.”
Maude: “Perchè?”
Harold: “Perchè sono tutte uguali.”
Maude: “Ah ah… lo dici tu! Guarda: certe sono più piccole, certe sono più grosse, certe pendono a sinistra, certe a destra, certe sono bruttine perchè hanno perduto i petali. Sono una diversa dall’altra, e si vede benissimo. Sai, Harold, secondo me gran parte delle brutture di questo mondo viene dal fatto che della gente che è diversa permette che altra gente la consideri uguale.”

La colonna sonora è di quelle che la senti e subito vorresti camminarci attraverso. “If you want to sing out, sing out” di Cat Stevens è quanto di più bello ti possa capitare di ascoltare se hai sete di vita e stai cercando la strada per. L’avete sentita nel video qui sopra, ecco il testo

Well, if you want to sing out, sing out
And if you want to be free, be free
‘Cause there’s a million things to be
You know that there are 

And if you want to live high, live high
And if you want to live low, live low
‘Cause there’s a million ways to go
You know that there are 

You can do what you want
The opportunity’s on
And if you can find a new way
You can do it today
You can make it all true
And you can make it undo
you see ah ah ah
its easy ah ah ah
You only need to know 

Well if you want to say yes, say yes
And if you want to say no, say no
‘Cause there’s a million ways to go
You know that there are 

And if you want to be me, be me
And if you want to be you, be you
‘Cause there’s a million things to do
You know that there are 

Well, if you want to sing out, sing out
And if you want to be free, be free
‘Cause there’s a million things to be
You know that there are
You know that there are
You know that there are
You know that there are
You know that there are

Per me è stato amore a prima vista, come quando ti metti davanti ad uno specchio e riesci a vedere la parte più bella di te. Spero davvero, possa raccontare qualcosa anche a voi.

Prima che me ne scordi: in mezzo a tutte queste chiacchiere, c’è pure lo spazio per sgranocchiare degli scones, altrimenti che Cafè sarebbe?

Sono ottimi con un velo di burro e marmellata e golosi un tot per l’aggiunta del cioccolato bianco, anche se oggi – datemi retta – la dolcezza sta proprio da tutt’altra parte.

5.0 from 2 reviews
Scones al cioccolato bianco
Autore: 
Porzioni: 12 scones
 
Ricetta tratta da "Una merenda a Londra" Ed. Guido Tommasi
Cosa vi serve
  • 350 gr di farina 00
  • 1 cucchiaino raso di zucchero
  • 40 gr di burro tagliato a pezzetti
  • 75 gr di cioccolato bianco grattugiato
  • 125 ml di latte + 125 ml di yogurt bianco
  • 1 uovo sbattuto
Mettiamoci al lavoro
  1. Setacciate la farina in una ciotola.
  2. Aggiungete lo zucchero e il burro a pezzetti. Lavorate il tutto con la punta delle dita fino ad ottenere un composto bricioloso. Poi incorporate il cioccolato tritato (io l'ho passato nel mixer)
  3. Formate una fontana e versateci al centro il latte e lo yogurt che avrete precedentemente unito e mescolato.
  4. Impastate il tutto, aggiungendo un po' di farina se il composto dovesse risultare troppo morbido.
  5. Lavorate l'impasto su un piano di lavoro infarinato e formate un disco alto circa 3 cm.
  6. Ricavate gli scones con un tagliabiscotti rotondo e disponeteli su una placca coperta con carta forno.
  7. Spennellate con l'uovo sbattuto e poi fateli cuocere in forno già caldo a 190/200 gradi per 12-15 minuti.
  8. Lasciateli intiepidire prima di servirli con burro e marmellata.

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