Gallette di zucchine e Parmigiano Reggiano

Gallette di zucchine e Parmigiano Reggiano

Saluto agosto e do il benvenuto a settembre con quel senso di panico che ti coglie quando ti suona il telefono e tu stai togliendo – che so io – il soufflé dal forno.

Oppure quando hai gente alla porta e pensi  – Ma proprio adesso dovevi venire a trovarmi? –  mentre sul fuoco si racconta la storia del “c’era una volta un caramello”.

E quella leggerezza di Parigi, tra una ravanello e un bistrot, dove è andata a finire?

Lo scrivevo ad un amico giusto qualche giorno fa. Trattasi di stordimento da jet-lag dell’anima che ostinata e cocciuta non ne vuole proprio sapere di tornare ai soliti ritmi.

E quindi, mi sembra una buona idea rivolgere lo sguardo, un pò perso e un pò intontito, a quelle poche certezze della vita che da qualche parte bisogna pure attaccarsi. E magari togliersi dalla mente gli omini di pan di zenzero, la cioccolata in tazza e le scorzette di arancia candita – questo week-end mancava solo Babbo Natale! –  che se viene meno anche il senso del tempo e delle stagioni è veramente finita.

Quindi riavvolgiamo il nastro e torniamo alle buone vecchie abitudini.

Lunedì è tempo di Meat Free Monday. Che ne dite se ricominciamo da qui?

Gallette di zucchine e Parmigiano Reggiano
Recipe type: Sweetie
Porzioni: 1
 
Cosa vi serve
  • 100 gr di zucchine
  • 30/40 gr di Parmigiano Reggiano
  • 1 tuorlo
  • sale e pepe
  • qualche foglia di basilico tritato
Mettiamoci al lavoro
  1. Affettate la zucchina per la lunga con un pelapatate e tagliate ogni striscia in modo da ricavare dei filetti sottili e lunghi 5 o 6 cm
  2. Salateli e metteteli in uno scolapasta per 15 minuti circa
  3. Tagliate il Parmigiano Reggiano a scaglie, sottili ma non troppo
  4. Riprendete le zucchine e strizzatele con le mani in modo da far uscire l'acqua
  5. Mettete il tuorlo, le zucchine e il parmigiano in una insalatiera e amalgamate il tutto. Aggiungete il basilico
  6. Fate scaldare una padella antiaderente.
  7. L'impasto non "resta insieme". Quindi se non ci dovete fare una foto (argh!!) potete metterlo in padella e fare un "pasticcio".
  8. Viceversa potete dargli una forma usando dei coppa pasta o livellando l'impasto in una padella di giuste dimensioni (io l'ho preparato solo per me, con le dosi che vi ho riportato sopra, usando quei padellini che sono un amore e che ci fai giusto un ovetto)
  9. In ogni caso fate cuocere il tempo necessario per far prendere un bel colore dorato

Pin It

Le Marais (Paris #2)

IMG_8205_600x900

La magia di certe città sta nel fatto che sono capaci di seguirti, tra una vita e l’altra, in tutte le pieghe che la tua anima può prendere.

Insieme a mille altre cose, Parigi è anche questo.

Si lascia vivere in così tanti modi diversi e sa indossare così tanti volti, da essere proprio quello che serve, in quel pezzo di vita in cui sei.

E ti segue. Ti asseconda, nei tempi e nei modi che decidi di darti. Senza nessuna fretta, come se per ogni cosa ci fosse a disposizione tutto il tempo del mondo.

IMG_8244_600x900

IMG_8236_600x400

Dimenticate per un momento le guide, le cartine e i consigli di viaggio.

Serve un pizzico di iniziativa e una buona dose di autocontrollo. Tenete a bada la smania che è sempre dietro l’angolo e non fatevi prendere la mano.

Smettete di leggere quello che vi sto raccontando – ma poi tornate eh! – e guardate solo le figure. Oppure aprite internet, chiedete di Parigi al Sig. Google e andate sulle immagini.

Ci trovate tutte le vite che vive Parigi. Frammenti, incroci, piazze, bistrot, locali, palazzi.

A quel punto non vi resta che scegliere. Perché si può andare a Parigi senza salire sulla torre Eiffel – giuro! – o senza percorrere chilometri nei corridoi del Louvre (stare occhi negli occhi con l’autoritratto di Van Gogh invece rientra nel non-si-può-tornare-da-Parigi-senza).

Quella del Louvre e della Torre Eiffel – o quello che vi pare a voi – potrebbe essere un’altra Parigi, magari quella della prossima volta.

IMG_8235_600x900

Dopo i colori dei mercati, ecco un’altra faccia della mia Parigi, quella più intima che non conosce boulevard e nemmeno le piazze che ci pensi un attimo prima di capire da che parte prenderle. E’ la Parigi che si lascia scoprire in piccole vie, da percorrere esclusivamente a piedi, tra un negozio di antichità e una libreria. Poco più avanti un cafè, di quelli che ti fermi e scrivi. E se ti butta bene inventi nuove parole.

Sulla riva destra della Senna, trovate le Marais, un quartiere racchiuso tra l’Hotel de Ville, la Senna e place de la Bastille, un quartiere che non ha subito le trasformazioni ottocentesche del barone Haussmann, mantenendo l’architettura pre-rivoluzionaria.

IMG_8109_600x400

Fermatevi in Place des Vosges. Trovate una panchina sotto gli alberi, scegliete le note giuste e gustatevi il tempo che scorre.

IMG_8270_600x900

IMG_8268_600x900

IMG_8265_600x900

Tra rue des Rosiers, rue Vieille du Temple e rue Pavée è insediata una delle più importanti comunità ebraiche della città, e nei negozi e nei ristoranti di questo angolo di quartiere si trovano molte specialità tipiche. Se avete voglia di un falafel, siete nel posto giusto.

IMG_8232_600x900

Il Marais è uno dei quartieri più alla moda della città. Tante boutique di giovani stilisti emergenti, molti locali di tendenza, raffinate pasticcerie e laboratori di maitre chocolatier, negozi di antiquariato. Macaron di Pierre Hermè. Ops.

IMG_8124_600x400

IMG_8123_600x900

IMG_8122_600x900

Clipboard01_600x900

Segnatevi anche il Memorial della Shoah e il Museo Picasso che dovrebbe riaprire alla fine di quest’anno.

In mezzo a queste vie mi ci sono ritrovata più volte. Alla fine, anche a Parigi, per capire quale strada prendere, basta ascoltarsi. Deve essere uno di quei principi generali che vale sempre e a prescindere. Come un biscotto al cioccolato che è per sempre e non c’è storia che tenga.

E comunque, il viaggio non é finito. Se vi va, possiamo fare un altro tratto di strada insieme.

Pin It