Si scrive Brownie, si legge New York

Se dite brownie, la mia mente vola immediatamente a New York.
E’ vero che la storia collocherebbe i brownies in quel di Boston, ma passatemi il pressapochismo che la geografia non è il mio forte e seguitemi in questo mio ragionamento che ha come premio finale le istruzioni passo-passo per sfornare il cibo degli dei!
New York è una città  che non conosce compromessi e che non può lasciare indifferenti. O la si ama o la si odia. Ci sono stata due volte e questo mi è bastato per conquistare la tesserina del ci-ho-lasciato-il-cuore-quando-si-torna-quando-si-torna-quando-si-torna. Regalatemi un viaggio e io mi sparo diretta li, nella Grande Mela, in mezzo ai grattacieli che toccano il cielo e ai tombini che fumano. Persa nell’atmosfera pazza di Times Square e rapita dalle librerie che ti siedi per terra sotto lo scaffale dell’autore capace di sfrugugliarti l’anima. New York è la magia delle vetrine di Tiffany, ma è anche la quantità  impressionante di spazzatura che riempie i marciapiedi ogni sera. E’ la metropolitana con i tornelli bastardi che fai a gara per passare ogni volta e sono le colazioni e le merende da Starbucks. Ed ecco il punto. Se fai il turista a New York, dopo ore e ore e km e km di su e giù per Manhattan, cosa può esserci di meglio, per rinfrancare il corpo e lo spirito, di uno straordinario brownie, affondata in una poltrona imbottita, con un occhio alla vita che impazza al di là  del vetro?
Vi dico tutto questo perchè è bene che voi sappiate il pathos con cui mi sono avventurata sul www per trovare una ricetta per fare dei brownies degni di questo nome. Altro che farina, zucchero, cacao e quella roba li. Gli ingredienti erano ricordi, immagini e quel vivere una città  che ti resta impresso a fuoco.
Ci ho provato diverse volte. Non sto a raccontarvi i tentativi del si-però-gli-manca-quel-non-so-che, quello che conta è la ricetta che vi propongo qui sotto. E’ la versione di Laurel Evans (famosissima!) e ha tutto il gusto, il profumo, il sapore, la pasta morbida che si impasta sul palato che deve avere un brownie fatto come si deve.
E se non vi ho convinti peggio per voi! 🙂


INGREDIENTI:

150gr di burro
250gr di zucchero
75gr di cacao (* leggete sotto, in fondo in fondo!)
1/4 di cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
2 uova fredde
60gr di farina
80gr di pezzetti di noci (facoltativo)

In un pentolino antiaderente fate sciogliere il burro, lo zucchero, il cacao ed il sale, mescolando di tanto in tanto per evitare il formarsi di grumi. La ricetta originale suggerisce la cottura a bagnomaria, ma siccome io e il bagnomaria non ci piacciamo tanto, ho optato per un pentolino antiaderente e non ho avuto alcun problema (occhio solo a far sciogliere il burro prima di aggiungere – piano piano! – zucchero e cacao per non fare un blobbo ingestibile e “butterato!).
Togliete dal fuoco il pentolino e lasciate raffreddare un momento.
Unite la vaniglia e mescolate con un cucchiaio di legno. Incorporate le uova uno alla volta, mescolando vigorosamente dopo ogni aggiunta. Quando il composto è denso e omogeneo, unite la farina e mescolate finché risulti ben amalgamata. Aggiungete le noci e poi versate il composto nella teglia (usate una taglia quadrata di 20 cm)
Scaldate il forno a 180°, sistemate la griglia nella parte più bassa del forno e cuocete per circa 20-25 minuti. Per testare la cottura vale sempre la prova dello stuzzicadenti: perchè il brownie rappresenti un’esperienza goduriosa, lo stecchino deve risultare ancora leggermente umido, mi raccomando! Fate raffreddare del tutto e poi tagliate a quadratini 🙂

(*) Vi consiglio il cacao Van Houten. Segue breve, ma sentito, messaggio promozionale 🙂
Azienda di antiche tradizioni, fondata in Olanda nel 1817, è tra le più qualificate nel mercato europeo del cacao e del cioccolato. Solo quando nel 1828 il Sig. Conrad J. Van Houten scoprì il cacao in polvere si allargarono gli utilizzi del cioccolato grazie alla versatilità  e alla migliore conservazione. Da sempre la notorietà  di Van Houten si è costruita e consolidata come sinonimo di cioccolato di alta qualità , serietà  e competenza. La selezione accurata delle fave di cacao e l’esclusivo metodo di torrefazione garantiscono un prodotto dall’aroma delicato, inconfondibile, dal gusto nobile e raffinato.

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13 pensieri su “Si scrive Brownie, si legge New York

  1. Alidipanna

    Ma la crosticina viene sempre?? perché io che sono malata dei brownies di Starbucks ce la vorrei. ma quando li ho fatti erano morbidini sopra.. :-/ Cosa errai??

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    1. Sweetie

      La sparo a caso, ma potrebbe essere semplicemente la ricetta.
      Se non è la ricetta è il forno, ma sai, consigliarti una teglia è una cosa, suggerire un cambio di elettrodomestico da incasso, beh…
      Oh, poi vedi tu!

      P.S. Sperimenta la ricetta comunque, io ne ho provate diverse ma questa per me è imbattibile!

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  2. Giulietta @ Alterkitchen

    OK, sono nel forno… ripeto, sono nel forno!
    Dopo lunghe (5 minuti) consultazioni con chi-tu-ben-conosci ho optato per questo dolce per il compleanno della nonna… se non la ammazzo coi Brownies a 87 anni, chi la ammazza più?!

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      1. Sweetie

        Sono stato il frutto di una selezione durissima! Tipo selezione della specie alla Darwin, roba che sopravvivono solo i migliori e bla bla bla.
        Condivido, sono divini! 🙂

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  3. Pingback: Anonimo

  4. Irene

    Sono ancora malata…ma la forza di fare i TUOI Brownies per S. Valentino l’ho trovata…ti dico solo che mi son dovuta trattenere dal mangiare la cremina cioccolatosa ancora cruda…non vedo l’ora di festeggiare! 😀

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    1. Sweetie

      Grandissima! Contro i bacilli fetenti, niente può più di una teglia di brownies! ^____^
      Riguardati, mi raccomando. Se proprio in casa ti annoi impasta ed inforna! Un abbraccio grande!

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