Ricette Vegetariane

Polpette di cavolfiore

Frittelle di broccoli e parmigiano reggiano

Per certe cose serve tempo.

Serve tempo per imparare a raccontarsi, senza avere paura di sentire la propria voce che attraversa l’ombra di un dolore che ha lasciato il segno. E il segno resta, ma forse solo da li si ricomincia.

Serve tempo per abbassare le difese e concedersi spazi, gustarsi il viaggio e sentire i sapori.

Serve tempo per diventare grandi, guardarsi allo specchio e quasi piacersi e imparare perfino a mangiare il cavolfiore.

E se scoprite pure voi di avere un debole per il cavolfiore – meglio tardi che mai – ecco qualche altra idea:

PS E comunque, cotto al vapore e condito con un filo di olio buono e un pizzico di fleur de sel, é buono tanto quanto

Polpette di cavolfiore
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Cosa vi serve
  • 1 cavolfiore
  • 40 gr di formaggio grattugiato
  • 2 uova
  • prezzemolo
  • farina q.b.
  • pangrattato q.b.
  • noce moscata
  • olio
  • sale
  • pepe
Mettiamoci al lavoro
  1. Dividete il cavolfiore a cimette e cuocetelo al vapore.
  2. Toglietelo dal fuoco senza esagerare con la cottura, aggiustate di sale e pepe e schiacciatelo con una forchetta.
  3. Raccoglietelo in una terrina, amalgamatelo con un uovo (valutate voi se serve un uovo intero), il formaggio grattugiato, il prezzemolo tritato, un pizzico di noce moscata e aggiungete tanto pangrattato quanto serve per ottenere un composto abbastanza fermo.
  4. Formate delle crocchette, infarinatele leggermente, passatele nel restante uovo sbattuto e poi nel pangrattato, meglio se non troppo fine.
  5. Friggetele in abbondante olio bollente e asciugatele su carta assorbente da cucina.
  6. Servitele subito ben calde.

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Qualche idea in più:

10 pensieri su “Polpette di cavolfiore

  1. Manuela

    Il tempo è una gran cosa, ti insegna a non avere paura dei tuoi desideri, ti insegna a sperare e a camminare ancora.
    Anch’io ero così, timorosa dei cavolfiori e di tutta la loro famiglia un po’ bitorzoluta…mi lasciavo ingannare dall’odore pungente e non ne volevo sapere di capirli.
    Poi per fortuna capisci che l’apparenza conta ben poco e bisogna guardare un po’ più in là, fosse anche solo per ritrovarsi.

    Un abbraccio!

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  2. Francesca P.

    Non ci credo! Ieri ho parlato di cavolfiore e… 🙂 Ma quanto siamo forti? Quasi quanto il tempo… che magari all’inizio ci è nemico e rema contro, ma poi, a guardare meglio, scavando, può anche esserci amico sotto alcuni punti di vista… guarisce, fa ritrovare, passa ma non cancella, mitiga, smussa i contorni, fa capriole, si arrotola su se stesso come la coda di Tarallino, stupisce, fa decidere viaggi… insomma, può fare cose belle… e le tue riflessioni sono anche un po’ mie.

    (il lovvo un tot accostato alle polpette diventa lovvo un tot al quadrato)

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    1. Sweetie Autore articolo

      Piccole stregonerie quotidiane… tra un cavolfiore e un biscotto, a prenderci tutto il tempo che serve per
      Il tempo passa ma non cancella. Me lo scrivo. Uguale a dire che diventiamo altro, ma senza dimenticare quello che siamo stati stati. Perché alla fine, è da lì che veniamo no? 🙂

      (le polpette restano sempre le polpette)

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  3. Daniela

    Sono d’accordo, il tempo è un grande amico riesce piano piano a farti fare cose che magari prima non immaginavi possibili, lo sto capendo adesso più che mai, cucinando ho imparato ad assaggiare ad non avere paura di alcuni sapori, anche per me con il cavolfiore è stata una lotta all’inizio ma adesso anche con lui siamo diventati amici, penso che potrei mangiarmi tutte quelle polpette e volerne ancora ne sono sicura! grazie della ricetta Manuela 🙂

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  4. Marta

    E’ vero, col tempo si impara ad apprezzare molto… Per me questo discorso vale per i formaggi (che fino a qualche anno fa non potevo vedere/sentire!) e per molte verdure che prima non mi andavano proprio giù. Ma il cavolfiore…ecco, forse mi ci vuole ancora un po’ di tempo 😀 Chissà. Le tue polpette sono comunque bellissime!

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    1. Sweetie Autore articolo

      Tranquilla, il cavolfiore è paziente! Negli anni, di necessità, ha dovuto diventarlo 🙂
      Come invece sia possibile non acchiapparsi con i formaggi per me resta un mistero. Comunque fammi sapere eh!

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