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Fusillotti fragola e ricotta

Fusillotti Fragole e Ricotta

Se siete d’accordo oggi azzarderei una pasta con le fragole che nella vita ci vuole colore e le fragole ne hanno da vendere.

Il mito racconta che le fragole siano nate dalle lacrime di Venere per la morte di Adone: cadute a terra, le lacrime si trasformarono in piccoli cuori rossi.

In realtà la fragola è un falso frutto: il frutto vero e proprio è costituito dai semini gialli – proprio quelli che si infilano tra i denti – che costellano le sue pareti,  mentre la polpa rossa – proprio quella che ci piace tanto – altro non è che un ingrossamento del ricettacolo dell’infiorescenza.

Alla fine del Settecento, Madame Tallien, una delle protagoniste della vita mondana francese, se ne faceva preparare dei bagni per mantenere lo splendore della pelle. Erano necessari dieci chili di fragole per volta… che spreco… Sembra che rimanesse immersa per un’ora e quando la sua pelle si era ben impegnata del succo di questi frutti, la frizionava delicatamente con una spugna imbevuta di latte.

Non so voi, ma io sono più tipo da macedonia. Oppure da crostata, magari con quel famigerato rabarbaro sul quale non sono ancora riuscita a mettere le mani.

Fatto sta che le fragole sono squisite sia nei dolci che nella preparazione di marmellate e conserve. Provatele anche in un risotto, aggiungendo dell’aceto balsamico. Oppure seguitemi in questa ricetta di pasta, per un Meat Free Monday che sa di primavera.

Fusillotti fragola e ricotta
Autore: 
Porzioni: 4
 
Cosa vi serve
  • 300 gr di fusillotti Rummo
  • 300 gr di fragole
  • 50 gr di burro
  • 200 gr di ricotta
  • sale e pepe q.b
  • noce moscata q.b.
Mettiamoci al lavoro
  1. Lavate le fragole, eliminate il picciolo e tagliatele a pezzetti.
  2. In una padella fate sciogliere il burro e aggiungete le fragole. fatele insaporire qualche minuto nel burro e poi spegnete.
  3. Mettete la ricotta in una ciotolina e lavoratela con un cucchiaio fino ad ottenere una crema Aggiungete la noce moscata grattuggiata.
  4. Nel frattempo mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata e fate cuocere la pasta al dente, per i tempi di cotture seguite le indicazioni riportate sulla confezione.
  5. Scolate la pasta e versatela nella padella con le fragole.
  6. Unite la crema di ricotta e mescolate così da far amalgamare tutti gli ingredienti

 

Se poi vi venisse voglia di coltivarle, potete farlo anche sul terrazzo!

Dal momento che le piante di fragola non hanno bisogno di molto spazio, è possibili coltivarle anche nelle vaschette dei gerani, oppure in vasi di coccio da 20 o 25 cm di diametro, mettendo una singola pianta in ogni vaso. Per un effetto più scenico è possibile posizionare le piante nelle ciotole da appendere, in modo che i frutti ricadano ai lati del vaso.

La coltivazione viene effettuata con le stesse modalità consigliate per quella in campo aperto: abbondanza di irrigazioni e fertilizzazione al momento della fioritura. Il vantaggio della coltivazione in vaso è che i recipienti possono essere spostati nel caso in cui si renda necessario proteggere le piante dal freddo o dal troppo sole: si consiglia di sistemare i vasi in una zona non direttamente esposta alla luce del sole, ma che disponga comunque di abbondante luce naturale. In caso di freddo molto intenso, è consigliabile riparare le piante lasciandole però all’esterno.

[Fonte: Giardinaggio.it]

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Gnocchi alla romana

Gnocchi alla romana

La difficoltà sta tutta nel riprendersi i ricordi, cancellare passare al setaccio tutto quello che é di troppo e tenere stretto quello che resta.

É ritrovarsi lì in mezzo, senza per forza pensare che, capace di godersi gli spazi e la luce con quella meraviglia negli occhi che non conosce ombre. E non vale nascondersi dietro la volontà piegata di chi non ha scelto.

Prima o poi mi riuscirà, meglio di come mi riesce adesso. Come la cottura dei biscotti o quel bianco cercato in ogni scatto, venendo a patti con la luce, che mica ero capace prima.
Vero che non lo sono nemmeno adesso, ma vuoi mettere la strada fatta?

Intanto mi prendo qualche giorno per costruire nuovi ricordi.

Una borsa con dentro un maglione di lana come fosse novembre. Le scarpe pesanti ai piedi, per tenere testa a una pioggia che dicono incessante. La musa occhio languido al collo, per tutte le immagini da fermare in un clic.

Si parte domani, direzione Berna, per una full immersion fra caseifici e valli da gustare.

In borsa infilo tutta quella voglia di partire che non importa dove, un cielo che non é il tuo, una strada che dopo ogni curva é sempre una scoperta, odori e atmosfere da fermare su un pezzo di carta per non perdere quel momento che.

Ve ne parlavo di fronte a dei tortini di mandorle e lamponi che se non sapete di cosa sto parlando vi conviene rimediare.

In mezzo a tutto questo ci stanno anche le parole di Manuela. Saranno quelle sette lettere che abbiamo in comune, ma é come se le avessi scritte io

“I viaggi ti rimangono addosso come una seconda pelle: riparano dal freddo di certe giornate amare o dall’indifferenza di una stagione che non vuole arrivare.”

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Con la valigia in mano e un occhio alle previsioni del tempo, vi lascio una ricetta per il Meat Free Mondayche più tradizionale non si può.

Gnocchi alla romana che forse romani non sono.

Si dice in giro che siano piemontesi, voi ne sapete di più? Se ci si ferma un momento davanti al semolino, al burro e al parmigiano effettivamente qualche dubbio ti viene. Come la mettiamo con una tradizione che parla – ne cito due a caso – di guanciale e pecorino?

Ora, non vorrei scatenare la guerra dei due mondi, anche perché quale che sia la provenienza, sono una bontà.

Voi leggete la ricetta, vedete se vi ispira e nel caso mettetevi ai fornelli. Io chiudo casa per qualche giorno, ma poi torno.

Sicuramente con tanti scatti. Se butta bene anche con qualche ricordo.

Gnocchi alla romana
Autore: 
Porzioni: 4
 
Cosa vi serve
  • 250 gr di semolino
  • 1 lt di latte
  • 100 gr di burro
  • 2 tuorli
  • 120 gr di Parmigiano Reggiano
  • sale e noce moscata q.b.
Mettiamoci al lavoro
  1. Mettete il latte sul fuoco insieme a un grosso pizzico di sale e alla noce moscata
  2. Quando il latte è ben caldo aggiungete a pioggia il semolino e mescolate energicamente con una frusta, per evitare la formazione di grumi.
  3. Aggiungete una noce di burro e cuocete il composto a fuoco basso per una decina di minuti, fino a che il semolino si è addensato
  4. Togliete il recipiente dal fuoco ed unite i due tuorli e 80 gr di parmigiano reggiano grattugiato
  5. Versate il composto su una superficie bagnata (una teglia capiente dai bordi bassi o un piano di marmo) e livellatelo con l’aiuto di un coltello bagnato ad un'altezza di 1 cm
  6. Non appena il semolino si sarà raffreddato, ricavate con un tagliapasta dei dischi del diametro di circa 5 cm e disponeteli in una pirofila imburrata, sovrapponendoli leggermente
  7. Quando avrete sistemato tutti i dischi, cospargeteli con il parmigiano rimasto e il burro che avrete fatto sciogliere insieme a qualche foglia di salvia
  8. Mettete la pirofila nel forno già caldo a 200 gradi e fate cuocere per circa 20-25 minuti fino a doratura

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