E c’è ancora chi non crede che un biscotto possa essere la risposta a un tot di questioni.
Tipo che se butti lì un grido disperato della serie “Tanti pensieri, troppi ricordi, ma nessuna parola. E ho pure finito i biscotti” può capitare che qualche anima buona ti risponda suggerendoti di affogare i dispiaceri in burro, farina, zucchero e … cereali.
Pare fossi la sola a non conoscere questi biscotti qui, tanto che la questione meriterebbe di essere approfondita con un piccolo sondaggio.
Sono biscotto e cereali insieme, ottimi per la colazione o la merenda e pronti in un attimo. Giusto per capirsi, sono di quelli che ti riempiono la scatola di latta senza che nemmeno te ne accorgi.
Tra un biscotto e l’altro mi viene a mente di dirvi che vivo con un gatto – si, quello delle millanta foto imbarazzanti di questi giorni – che passa il 90% del suo tempo spalmato sul divano o sul letto o sul tappetto, in pose plastiche che lasciamo stare, con la pancia all’aria e lo sguardo di chi ha capito tutto della vita.
Di tanto in tanto si interessa al mondo con quell’aria di sufficienza che se cade il mondo io mi sposto più in là.
Avrà mica ragione lui?
Rose del deserto
Autore: Sweetie
Porzioni: 40 biscotti
La ricetta è tratta dal sito Giallo Zafferano
Cosa vi serve
125 gr di farina 00
125 gr di mandorle ridotte in farina
100 gr di mais in fiocchi (corn flakes)
2 uova
180 gr di burro
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
150 gr di zucchero
Mettiamoci al lavoro
Lavorate il burro morbido con lo zucchero fino a farlo diventare chiaro e spumoso
Aggiungete un pizzico di sale e poi le uova, una alla volta
Aggiungete la farina di mandorle e la farina 00 setacciata insieme al lievito mescolando con un mestolo di legno
Unite 100 gr di cornflakes e amalgamateli all'impasto
Prendete un cucchiaino di composto e fatelo rotolare dentro una ciotola di cereali in modo da "rivestirlo"
Premete intorno al biscotto i cornflakes poi adagiatelo su di una teglia foderata con carta forno. Tenete 4-5 cm di spazio tra un biscotto e l'altro perchè durante la cottura si allargheranno
Infornate in forno già caldo a 180° per circa 10-15 minuti (i biscotti dovranno diventare color ambra), poi fateli raffreddare su una gratella
Se volete, potete spolverizzarli con dello zucchero a velo
Conservateli le rose del deserto in una scatola di latta con coperchio o in un qualsiasi contenitore con chiusura ermetica.
Tipo che dovrei cominciare raccontandovi della quinoa che vedete qui sopra e invece mi distraggo sull’OperazionePoldo. Nome in codice: mi è sembrato di vedere un gatto.
Da sabato sono tornata a dividere tempo, spazio e copriletto con uno dei miei tre pelosi e proprio non sono capace di non scriverlo anche qui. E quindi raccolgo i centoquaranta caratteri più imbarazzanti, ma cosa mi è venuto in mente più significativi di questo week-end e via in una cronaca che non ha ne capo ne coda, ma che ha molto a che vedere con la felicità.
28 Giugno – ore 9:21 Dell’essere lucida e finalizzata
“La superficialità di chi compra un trasportino a caso. Io no. Serve il giusto abbinamento con la pelliccia del felino”
“Che poi diciamolo. Non abbino le scarpe con la borsa e con la maglia. Ma il trasportino.”
Cominciava così l’OperazionePoldo, tra la scelta degli accessori e la domanda delle domande: meglio pollo e prosciutto o tonno e bianchetti?
28 Giugno – ore 14:44 Quando ti prende quel senso di responsabilità e ti metti a dialogare con il peloso a distanza (altrimenti detto: te la canti e te la suoni)
“Poldino guardami negli occhi e giura alzando la zampa destra: le tue unghie non faranno conoscenza delle tende di casa.”
“E nemmeno del divano. E aspettiamo qualche giorno prima di regalare la prima palla di pelo a chi ci ospita.”
28 Giugno – ore 20:19 Quando hai capito che il senso di responsabilità non è buono per tutte le stagioni
“Mento spudoratamente e dico che Poldo dorme solo nella sua cesta e schifa il letto. Brucerò all’inferno senza nemmeno un biscotto”
29 Giugno – ore 13:33 Missione compiuta
“E niente, quattro zampe e una coda sanno fare un pezzetto di casa. La mia”
E più o meno questo è tutto. Alla fine non serve aggiungere altro. Se non che si ricomincia anche da qui.
Lui è Poldo.
Dopo tutta questa dolcezza condita di peli felini, si fatica a tornare sul pezzo.
A proposito, ci siete ancora? Se avete avuto la pazienza di seguirmi fin qui, vi meritate un breve riassunto delle puntate precedenti. Torniamo a parlare di quinoa.
Non è un cereale – dai, che questo lo sapevate già – ma una pianta erbacea della famiglia delle Chenopodiaceae, come gli spinaci o la barbabietola. Può comunque essere utilizzata in modo simile ai cereali, e per questo viene considerata uno pseudocereale.
Venerata dagli Inca come pianta sacra, la quinoa viene coltivata da oltre 5000 anni sugli altipiani delle Ande ad altitudini comprese tra 3800 e 4200 metri.
Piccolo semino di colore chiaro e di forma leggermente schiacciata, la Quinoa è molto ricca di fibre e di proteine, quasi il doppio del riso. I suoi semi contengono vitamina B2 e magnesio, è inoltre ricca di vitamina E e B6, oltre che di zinco e ferro.
Arrostite i peperoni disponendoli su una placca e cuocendoli in forno già caldo a 200 gradi per 30 minuti circa.
Completata la cottura, toglieteli dal forno e metteteli in un sacchetto di plastica, in questo modo sarà più facile eliminare la buccia. Una volta freddi, toglieteli dal sacchetto, eliminate semi e buccia e tagliateli a striscioline.
Sciacquate abbondantemente la quinoa sotto l’acqua corrente e tamponate i chicchi con un canovaccio pulito. In una padella, scaldate un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva o una noce di burro e tostate la quinoa per qualche minuto.
Portate ad ebollizione una pentola d’acqua salata e cuocete la quinoa per circa 15 minuti (seguite comunque le indicazioni riportate sulla confezione).
Scolatela e aggiungete i pomodorini secchi e il formaggio di capra tagliato a dadini
Completate con i peperoni e un filo d'olio, regolate di sale e pepe e servite tiepida o fredda in insalata.
Note
Anche in questa ricetta ho utilizzato la quinoa di Nuova Terra, un marchio toscano che ho scoperto di recente e che si fa portavoce di un’alimentazione naturale, tra zuppe e minestre, cereali biologici e semi oleosi. Ve li consiglio!