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Lemon curd alla maniera di Michel Roux

Dopo l’ultima ricetta tutta pollo e salute, quasi adatta alla prova costume, torniamo a parlare di cose serie ^___^
Se è vero che nella vita la sincerità paga, diciamo subito che fino a qualche settimana fa non avevo idea di quale libidine demoniaca fosse il lemon curd. Mi ero fatta l’idea che fosse un lontano parente di una confettura, ma non c’è niente di più sbagliato: è più simile a una crema in cui il succo di frutta sostituisce il latte e che il burro (tanto burro, almeno in questa versione) rende più ricca.

INGREDIENTI
200 gr di burro a dadini
200 gr di zucchero
la scorza grattuggiata e il succo di 3 limoni non trattati
4 tuorli

Mettete il burro, lo zucchero, la scorza e il succo di limone in una ciotola resistente al calore e appoggiatela su una pentola di acqua bollente (fate attenzione che l’acqua non tocchi il fondo della ciotola). Sbattete il composto fino a che sarà completamente liscio e il burro interamente sciolto. Aggiungete i tuorli e sbattete vigorosamente per circa 10 minuti, finchè il composto inizia a raddensarsi. Versate il lemon curd in un vasetto o in piccole cocottine, coprite con la pellicola e tenete in frigorifero. Potete servirlo direttamente nelle cocottine, oppure spalmarlo su una brioche, sugli scones o utilizzarlo per farcire della frolla.

Se volete preparare l’orange curd, sostituite i limoni con 2 arance fate bollire il succo per ridurlo di un terzo prima di cominciare.

La ricetta è tratta da “Uova” di Michel Roux, Guido Tommasi Editore
Qui sotto  il Work in Progress della ricetta. Lo trovate anche qui, insieme a tutte le altre ricette “scattate e flashate”! ^___^

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Ciambella acqua e olio (che colazione!)

Lo sanno tutti che la colazione è uno dei pasti più importanti della giornata. Detta così fa molto “ascolta la mamma, fai una bella colazione e copriti bene che fuori fa freddo”. In realtà, diciamocela tutta, la colazione è una grande invenzione. Va fatta con calma, ritagliandosi il tempo necessario, tutti i giorni della settimana e non solo durante il week-end. Anzi è proprio durante la settimana che la colazione da il meglio di sè, mica quando attacchi il sabato e sei già sistemato di tuo che tanto non si lavora. Sono quei dieci minuti che fanno la differenza e che in un lampo-lampetto diventano un’abitudine che se non c’è ti manca.
La colazione by Sweetie prevede innanzitutto una tazza di caffè con un sacco di schiuma di latte (questo meriterebbe un post a sè ^____^), frutta fresca, fette biscottate con una serie di marmellate tutte diverse che poter scegliere è sempre una gran cosa oppure – ed ecco il punto – un qualche “paciugo” home-made. Plumcake e muffin sono tra le ricette che meglio si intonano alla sveglia. Ad esempio, questo plumcake qui è collaudatissimo e veramente ottimo, oppure ci sono questi muffin qua, morbidissimi grazie alle mele e allo yogurt. Sono tutte ricette molto semplici e che hanno il grande vantaggio di conservarsi in perfetta forma per diversi giorni, garantendo una settimana di colazioni sfiziose-sfiziose.
Ecco quindi che quando mi sono imbattuta nella ricetta di Giulietta, non ho esitato un momento


INGREDIENTI (per uno stampo da 25-26 cm di diametro)
250 gr di zucchero
250 gr di farina 00
3 uova
130 gr di olio di semi (per me olio di girasole deodorato)
130 gr di acqua
1 bustina di lievito per dolci
la buccia grattugiata di un limone

Gli ingredienti e le dosi sono quelle proposte da Giulietta, ho fatto solo qualche variazione nel procedimento applicando le recenti esperienze fatte con il pan di spagna.
In particolare, visto che anche questa ricetta richiede di montare le uova con lo zucchero, prima di metterle nella planetaria (è lo stesso se le lavorate con il mixer) le ho scaldate insieme allo zucchero a fuoco lento fino a 45 gradi. Raggiunta la temperatura (qui serve il termometro) le ho trasferite nella planetaria e ho lavorato il composto fino a renderlo chiaro e spumoso. A questo punto, sempre mescolando con le fruste, aggiungete l’acqua e l’olio di semi. In ultimo inserite la farina e il lievito setacciati e la buccia di limone grattugiata (con la planetaria ho sostituito la frusta a filo con quella piatta e ho lavorato alla velocità minima). Riscaldate il forno a 175 gradi (la ricetta di Giulietta diceva 190 gradi). Imburrate e infarinate uno stampo da ciambellone e versatevi l’impasto. Cuocete in forno per circa 40 minuti, facendo la prova dello stuzzicadenti per testare che il ciambellone sia cotto e asciutto dentro.
Togliete dal forno, fate raffreddare e poi sformatelo. Potete servirlo cosparso di zucchero a velo o così come mamma l’ha fatto! ^___^

La teglia bellerrima che ho utilizzato è uno dei migliori acquisti che potessi fare nell’ultimo viaggio newyorkese. Con quella forma lì, che ti dice “sono una ciambella preparata con tanto amore e nessun’altra è buona come me” ti stende senza colpo ferire.

Plin Plon – Comunicazione di servizio
Consigli per gli acquisti.
Oh, si fa per dire. Se volete essere così folli da non ascoltare i buoni consigli della vostra Sweetina fate pure –> CLICCA QUI ^____^
Plin Plon – Fine comunicazione di servizio

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