Burger di spinaci

Burger di spinaci

Sono bollicine.

Parole pronunciate ad alta voce e paroletutteattaccatesenzaprenderefiato.

E’ una canzone cantata a squarciagola, le parole a memoria, le note che ti fanno vibrare.

E’ l’energia di quando un vorrei diventa un fare.

Sono gli orari dei voli sull’agenda. Una cartina che si riempie di scritte che quasi non leggi le vie, ma sai di arrivarci lo stesso.

Sono un tot di puntini su un foglio bianco che se li unisci ci vedi qualcosa.

Sono io che mi regalo sogni. E (fanculo) mi dico di valerli tutti.

P.S. In mezzo a tutto questo bla bla bla ci sarebbe anche la ricetta. Dopo i burger di melanzane e pecorino, ecco quelli con gli spinaci. Senza pancetta croccante sono vegetariani doc, con la pancetta croccante sono un checosavelodicoafare

P.P.S. Se penso alle cose che senzanonsappiamostare, non so stare senza pensare di poter partire. E quindi io vado

5.0 from 1 reviews
Burger di spinaci
Autore: 
Porzioni: 4 burger
 
Cosa vi serve
  • 250 gr spinaci freschi
  • 100 gr ricotta
  • 50 gr parmigiano
  • 2 cucchiai di pinoli
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 uovo
  • pangrattato
  • pepe
  • sale
  • olio extra vergine di oliva
  • PER SERVIRE
  • 8 fette pancetta
  • 8 fette pane di segale
Mettiamoci al lavoro
  1. Scaldate in una padella antiaderente poco olio con due spicchi di aglio e aggiungete gli spinaci. Cuoceteli per qualche minuto girandoli spesso, finché non sono morbidi. Aggiustate di sale ed eliminate l'aglio.
  2. Tostate i pinoli finché non iniziano a colorire, non serve aggiungere condimento.
  3. Sminuzzate gli spinaci con un coltello e impastateli insieme agli altri ingredienti, ovvero ricotta, parmigiano grattugiato, uovo, pinoli, sale e pepe.
  4. Aggiungete 5 o 6 cucchiai di pangrattato per ottenere una consistenza compatta ma morbida. Formate i burger aiutandovi con un coppapasta, dividendo l'impasto in quattro.
  5. Scaldate due cucchiai di olio in una padella antiaderente e cuocete i burger finché non sono ben rosolati su entrambi i lati.
  6. Arrostite la pancetta, tagliate a fette il pane e tostatelo. Servite i burger con il pane e la pancetta croccanti.

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6 pensieri su “Burger di spinaci

  1. Miu

    Le paroletutteattaccatesenzaprenderefiato urlate hanno senso solo se poi a pieni polmoni inspiri l’effetto che hanno avuto su chi le ha ascoltate(lette). E senti che sono arrivate dove dovevano.
    Che quando poi unisci i puntini e ci vedi un sogno sei a metà dall’esaudirlo! Meritatamente esaudirlo.
    Se sono bollicine è meglio perché volano più in alto!
    …dì un po’, son mica questi burgher i puntini di cui parli?
    Che se li unisco ci faccio un bel tot di gnam! u_u

    Rispondi
    1. Sweetie Autore articolo

      Se penso a tutte le parole che non mi sono mai detta.
      Roba da abbracciarmi davanti a tutti i puntini che stavano lì ad aspettare me. E comunque si, sono bollicine, di quelle che frizzano e volano in alto. E il gnam è assolutamente d’obbligo! 😀

      Rispondi
  2. Noemi

    E io questi li faccio.
    I burger, non i viaggi… ma va bene anche così 😀
    Tu che puoi invece vai, tanto qui le parole possono aspettare, tanto poi non si parla con la bocca piena! 😉

    Rispondi
  3. Francesca P.

    Bello quando i “vorrei” saltellano da un blog all’altro.
    Bello quando i puntini di sospensione cambiano posto, si sparpagliano sul foglio e arrivi tu con la tua matita colorata ad unirli. In cerca di forme che prima o poi diventeranno biscotti, magari.
    Bello che dici ogni tanto anche tu le parolacce (!).
    Bello sapere che entro l’anno camminerai nella mia cucina e ti farò assaggiare il guanciale al posto della pancetta.
    Bello sentire che vai. Che i piedi fremono. Che la testa ancor di più. Che il cuore poi è già scappato, secondo me.
    Bello che il senzanonsappiamostare sia diventato il filo rosso di quest’estate. Dameate. O dateame, tanto è lo stesso.

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    1. Sweetie Autore articolo

      Seguo quel filo rosso che unisce tutti i senzanonsappiamostare che metterò in valigia, insieme ai calzini a righe e ai fogli a quadretti.
      Aspetto di assaggiare il guanciale e anche la luce della tua cucina.
      Dameate o dateame mi emoziona come se stessi per iniziare un viaggio, che a dire il vero siamo già in cammino da un po’, ma è come stare in quelle vie strette, con la strada che piega a sinistra e vuoi sapere cosa arriva dopo

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