Febbraio è quasi sfumato, un pò stranito da tutti i festeggiamenti che l’hanno reso ancora più corto del previsto.
Noi abbiamo fatto il pieno di dolci e dolcini, tra un peccato capitale al gusto di cioccolato e una frittella che come-fai-a-dirle-di-no.
In mezzo a tutti questi piccoli assaggi – ci piace farvi credere che abbiamo saputo mantenere un giusto decoro – abbiamo avuto anche il tempo per pensare al nostro appuntamento mensile con la stagionalità.
Quindi, se siete sopravvissuti a San Valentino e al Carnevale e avete ancora l’ardire di voler cucinare, abbiamo quello che fa per voi!
Un menù, dall’antipasto al dolce, a base di uno dei frutti più noti: la pera.
Nel calendario della stagionalità potrete incontrarla diverse volte, un motivo in più per testare almeno una di queste ricette!
Per il Meat Free Monday di questa settimana ho deciso di scomodare il più antico legume coltivato, ovvero la lenticchia.
Ho scoperto che la coltivazione delle lenticchie risale addirittura al 7000 A.C Dopo la sua velocissima diffusione in tutto il Mediterraneo, ha rappresentato, così come tutti i legumi, una risorsa nutrizionale fondamentale per la sopravvivenza e la salute di quasi tutti i popoli grazie alla loro ricchezza energetica e proteica.
In Italia la coltivazione della lenticchia si è diffusa soprattutto in località dove le condizioni di clima e di terreno conferiscono un altissimo pregio qualitativo al prodotto, per sapore e facilità di cottura, come per esempio gli altipiani di Castelluccio di Norcia e di Colfiorito, in Umbria o di Leonessa nel Lazio.
Le varietà di lenticchie più diffuse, traggono il loro nome dal luogo di origine e di maggiore coltivazione, e si dividono in due principali gruppi: a seme grande e a seme piccolo.
Tra le varietà più conosciute troviamo:
la lenticchia verde di Altamura, molto comune, più grande rispetto a quella marrone, adatta per la preparazione di contorni;
le lenticchie di Ustica crescono su terreni vulcanici e sono di colore marrone scuro, sono uniche, piccole, tenere e particolarmente saporite: crescono senza l’utilizzo di concimi, erbicidi, e antiparassitari. L’unico vero limite é che sono davvero rare.
la lenticchia di Castelluccio, molto piccola, è unica anche per il suo aspetto policromo (tigrata, giallognola, marroncina, ..) considerata tra lequalità più pregiate ed apprezzate, perchè particolarmente saporita grazie al fatto che, la pellicina sottile che avvolge i semi, quasi scompare dopo la cottura. Nel 1997, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento europeo di Indicazione Geografica Protetta (IGP), per tutelare e salvaguardare il prodotto
Certo, dici lenticchie e subito pensi all’accoppiata lenticchie-zampone e al cenone di Capodanno, ma insomma non sarà il caso di uscire dai soliti schemi?
Ad esempio, cosa ne pensate delle polpette? Ok, lo ammetto, io e le polpette andiamo particolarmente d’accordo, ma volete mettere la soddisfazione?
Insomma, piovono polpette e oggi, per il Meat Free Monday, hanno il gusto delle lenticchie!
Polpette di lenticchie
Autore: Sweetie
Porzioni: 4 persone
Cosa vi serve
500 gr di lenticchie (per me Lenticchie Castelluccio di Norcia IGP al naturale in scatola della Montello)
30 gr di burro
100 gr di Emmental
1 cipolla
1 carota
1 uovo
3 cucchiai di pangrattato
1 rametto di rosmarino
sale e pepe q.b.
Mettiamoci al lavoro
Lessate le lenticchie, scolatele e schiacciatele con una forchetta (in alternativa potete usare delle lenticchie in scatola, ma sceglietele bene, quelle della Montello - Lenticchie di Castelluccio di Norcia IGP - sono davvero ottime)
Passate nel mixer la carota, il formaggio e la cipolla così da sminuzzarli.
Mettete in una ciotola le lenticchie, la carota, il formaggio e la cipolla, poi aggiungete l'uovo, il rosmarino tagliuzzato, il pangrattato, un pizzico di sale e pepe.
Impastate il composto e ricavate delle polpette.
Accendete il forno a 200 gradi, ungete una pirofila con il burro, disponeteci le polpette e infornatele per 30/35 minuti circa, rigirandole ogni tanto.