Lo so che vado controcorrente, ma non sono certa di essere pronta a tutta questa primavera che avanza.
Mi sento più a mio agio in una assolata giornata d’inverno e continuo a preferire un maglione a collo alto ad una maglietta sbracciata.
Guardavo la primavera con un po’ di sospetto anche quando disegnavo cerchi e li riempivo di segni che si incastravano uno sull’altro e dove finiva uno c’era subito quell’altro ad inseguirlo, come a stargli appresso. E adesso che ci penso potevo passarci le ore.
Sto pensando di abbandonare il taccuino che mi ha accompagnato in questi primi mesi dell’anno a favore di un raccoglitore ad anelli giallo che ne ha viste un tot e che sembra li ad aspettarmi.
Cambio taccuini e quaderni come non mi viene a mente un altro esempio per rendere l’idea. Dite che é grave?
E comunque è tutta colpa tutto merito di Pinterest.
Che mi fa scoprire posti e prenotare viaggi. Mi racconta biscotti (la ricetta originale è tratta da Ricette e Segreti dei Monasteri) e mi fa mettere le mani in pasta.
Già, come se ce ne fosse bisogno.
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Biscotti al farro
Autore: Sweetie
Cosa vi serve
50 gr di miele
170 gr di burro ammorbidito
100 gr di zucchero di canna
1 pizzico di sale
1 uovo
400 gr di farina di farro
Mettiamoci al lavoro
Fate sciogliere dolcemente il miele in una piccola casseruola. Toglietelo dal fuoco e aggiungete il burro.
Mescolate e poi unite lo zucchero e il sale.
Incorporate l’uovo e poi la farina. Lavorate l’impasto e formate un rotolo di 6/7 cm di diametro.
Avvolgete l’impasto nella pellicola e fatelo riposare per 2 ore.
Trascorse le due ore, tagliate delle rondelle di pasta spesse 5 mm.
Rivestite una teglia con carta forno e disponete sopra i biscotti. Fate cuocere in forno già caldo a 180 gradi per 10 minuti circa
Se la felicità non si fa trovare, tocca andare a cercarla.
E se tra l’oggi e il domani é tutto un lavori in corso, c’è sempre quel ricordo così vivo che sembra ora o una promessa appena sussurrata, depositata tra le pieghe dell’anima.
Tornare a quel momento in cui ti sei detta riparto da qui con le vie del Marais sotto piedi, quella colonna sonora nelle orecchie e tutti quegli scatti a fermare il bello. Che forse la felicità sta proprio lì di casa.
E poi? Tutto a posto e niente in ordine, come quando ti perdi con la cartina davanti e ti dici che non ci sei proprio portata.
Mi sono ricordata di questa foto, mentre davo la forma al pane e disegnavo una chiocciola che sapeva di buono, dipinta con mille semi di papavero.
Rue des Rosiers, nel cuore del Marais, nel cuore del quartiere ebraico.
Mi sono riletta.
Alla fine, anche a Parigi, per capire quale strada prendere, basta ascoltarsi. Deve essere uno di quei principi generali che vale sempre e a prescindere.
Io che con i principi generali non sono mai andata d’accordo e che ho sempre fatto il tifo per le eccezioni e le note a piè di pagina devo fermarmi. E per una volta, starmi ad ascoltare sul serio.
Intanto vi racconto la Challah, un pane tradizionale ebraico abitualmente lavorato a forma di treccia (prossimamente su questi schermi). Viene preparato in occasione dello Shabbat, la festa del riposo osservata ogni sabato, dal tramonto del venerdì.
Non serve saper fare il pane. Non serve la planetaria. Due ciotole, un cucchiaio di legno e una spianatoia.
Chiede solo un po’ di tempo e una spolverata di pazienza, ma questo – e suona come un principio generale – vale per tutte le cose. Soprattutto per quelle buone per davvero.
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Challah
Autore: Sweetie
Porzioni: per un pane piccolo
Ricetta tratta da "Come si fa il pane" di Emmanuel Hadjiandreou
Cosa vi serve
250 gr di farina 0
4 gr di sale
15 gr di zucchero
6 gr di lievito di birra fresco
80 ml di acqua calda
1 tuorlo
1 uovo
20 ml di olio di girasole
1 uovo medio, sbattuto con un pizzico di sale per spennellare
semi di papavero o di sesamo
Mettiamoci al lavoro
In una ciotola mescolate la farina, il sale e lo zucchero e tenete da parte. Questi sono gli ingredienti secchi.
In un'altra ciotola, mettete il lievito e aggiungete l'acqua, mescolando fino a che il lievito non si scioglie.
Sbattete leggermente l'uovo e il tuorlo e uniteli al composto di lievito. Questi sono gli ingredienti umidi.
Unite gli ingredienti secchi a quelli umidi.
Mescolate con un cucchiaio di legno e poi incorporate l'olio finchè il tutto è ben amalgamato.
Coprite e fate riposare per 10 minuti.
Dopo 10 minuti lavorate l'impasto, mantenendolo nella ciotola. Prendete una parte dell'impasto dal lato esterno e tiratelo verso il centro, girate leggermente la ciotola e ripetete con un'altra porzione di impasto. Ripetete l'operazione altre 8 volte, completando il giro e tirando ogni porzione di impasto verso il centro. Questa operazione andrà ripetuta 3 volte (*)
Coprite e fate riposare per 10 minuti.
Dopo 10 minuti riprendete l'impasto e ripetete la lavorazione nella ciotola (*). Coprite e fate riposare per altri 10 minuti
Trascorsi 10 minuti riprendete nuovamente l'impasto e ripetete la lavorazione sopra descritta (*). Fate riposare di nuovo per 10 minuti
Riprendete l'impasto, ripetete nuovamente la lavorazione (°) e questa volta fate riposare coperto per 1 ora.
Quando l'impasto è raddoppiato di volume, prima di trasferirlo sul piano di lavoro, fate una leggera pressione con il pugno in modo da far uscire l'aria.
Spolverate di farina un piano di lavoro, togliete l'impasto dalla ciotola e trasferitelo sul piano.
Rotolate l'impasto fino ad ottenere un salsicciotto lungo, con le estremità più sottili.
Arrotolate l'impasto su sé stesso così da formare una chiocciola, fissando bene le estremità.
Trasferite l'impasto su una teglia coperta da un foglio di carta forno e spennellate con l'uovo sbattuto.
Spolverate con i semi di papavero o di sesamo.
Coprite e fate lievitare per 30/45 minuti fino a che l'impasto non risulta quasi raddoppiato in volume.
Più o meno 20 minuti prima di infornarlo, accendete il forno a 240 gradi, lasciando una teglia vuota sul fondo.
Infornate la challah e versate una tazza di acqua nella teglia che avete messo sul fondo. Abbassate la temperatura a 200 gradi.
Cuocete per circa 20 minuti o finchè la challah non risulta ben dorata.
Per verificare la cottura potete capovolgerla e darle un colpetto sul fondo: dovrebbe suonare vuota.
Se necessario fate cuocere ancora per qualche minuto, una volta pronta fatela raffreddare su una gratella.